La vita di Adler

Alfred Adler nasce in un sobborgo di Vienna il 7 febbraio 1870 da un commerciante ebreo di cereali e appartiene al ceto medio inferiore. Il padre non ebbe molto successo negli affari, cosa che portò la famiglia a vivere mutevoli condizioni socioeconomiche, fintanto che il figlio primogenito Sigmund, fratello maggiore di Alfred, diventò un brillante imprenditore e permise un maggiore benessere a tutta la famiglia.

L’infanzia di Adler fu piena di esperienze importanti, a partire dai problemi di salute, il rachitismo, una polmonite quasi fatale, e il primo contatto con la morte di un fratellino. Eventi che lo portarono a scegliere la professione di medico. Ebbe però anche la possibilità di fare esperienze molto importanti e positive come la possibilità di frequentare liberamente altri bambini di diversi ceti sociali, cosa che gli permise di formulare in seguito nel suo pensiero l’importanza della socialità come aspetto vitale per l’individuo.

Non fu uno studente estremamente brillante, ma terminati gli studi di base si iscrisse a medicina. Durante il percorso di studi frequento anche un corso di psichiatria e psicologia. In questo periodo si interessa al socialismo e in questo ambiente conosce quella che sarà la sua futura moglie, Raissa Epstein.

Dal 1902 entra a far parte del gruppo psicanalitico, di cui fu uno dei primi quattro membri. Dopo una lunga serie di contrasti e di divergenze di opinioni, le differenze tra il pensiero di Freud e quello di Adler diventano sempre maggiori. Fino ad arrivare al 1911, anno in cui Adler decide di uscire dal movimento psicanalitico, e di fondarne uno proprio. È così che nasce la Psicologia Individuale.